Probabilmente visto da fuori potrebbe sembrare un anno di semplicità, di costrutti, di possibilità che vengono a crearsi ed intrecciarsi come un insieme di casualità portate da una scelta: ma non è affatto così. L’anno di servizio civile è un anno denso, ma pensandolo in senso lineare finisce per essere particolare nella sua semplicità. Un anno di continue scelte, che ogni giorno dà possibilità di mettersi in gioco in maniera differente. Un anno di sfide che si susseguono, sfide nei confronti degli altri, ma anche nei confronti di te stesso perché spesso capirsi ed ascoltarsi davvero non è così semplice come può sembrare. Si entra in contatto con un certo tipo di realtà diversa, particolare, eppure che ci rimanda qualcosa. Non è un anno semplice, ma è un anno ricco di cose, di forte impatto emotivo, in cui ogni più piccolo gesto per noi può diventare o essere grande per qualcun altro. Si finisce per ritrovarsi, formarsi e riconoscersi. Un anno di cambiamento in cui si ha l’occasione di imparare, ma anche di insegnare, di lasciare qualcosa, ma di avere qualcosa da portarsi a casa e di cui fare tesoro. Un anno in cui riscoprirsi o scoprirsi, di mostrarsi trasparente al resto delle cose, capire chi si è, chi si vuole essere, ma soprattutto il perché.