Sabato 6 Aprile, la Giornata della Solidarietà è stata introdotta, oltre che dalla Celebrazione Eucaristica in Cattedrale, anche da una ricca proposta di esperienze e testimonianze, pensate per i giovani e promosse dall’Area Giovani della Caritas Diocesana e dalla Pastorale Giovanile e con una particolare collaborazione della Zona Diamante dell’Agesci. 180 giovani coinvolti, una quindicina di gruppi, 13 luoghi di carità nei quali enti, associazioni, movimenti hanno accolto i partecipanti, coinvolgendoli nel loro specifico impegno. “Tutto nel segno di una partecipazione corale – spiega la ‘nostra’ Marina Vallarino, dell’Area Giovani Caritas – che è il valore più significativo di questa proposta: tanti gruppi giovanili diversi, tra cui spiccano sicuramente l’Azione Cattolica e l’Agesci, si sentono chiamati a fare esperienza comune della carità diocesana e allo stesso modo tante realtà di carità diverse, attive in Diocesi, sono coinvolte in un’unica, grande occasione di incontro con i giovani, nella quale mettere a disposizione luoghi, servizi, testimoni.” Dai vari punti di raccolta diffusi in varie parti della città i gruppi sono partiti per le singole esperienze, spesso suddividendosi al loro interno: “Il primo momento comune ci ha aiutato ad iniziare la giornata, pregando insieme e spiegando il senso del nostro ritrovarci. Si è trattato di un momento di avvio semplice e incisivo, in cui sentirsi parte di una comunità. Ogni sottogruppo, poi, ha raggiunto la propria destinazione e questo ha favorito lo scambio delle esperienze fatte e la possibilità di arricchire con più voci il proprio gruppo di appartenenza.”

Sabato 6 Aprile, la Giornata della Solidarietà è stata introdotta, oltre che dalla Celebrazione Eucaristica in Cattedrale, anche da una ricca proposta di esperienze e testimonianze, pensate per i giovani e promosse dall’Area Giovani della Caritas Diocesana e dalla Pastorale Giovanile e con una particolare collaborazione della Zona Diamante dell’Agesci. 180 giovani coinvolti, una quindicina di gruppi, 13 luoghi di carità nei quali enti, associazioni, movimenti hanno accolto i partecipanti, coinvolgendoli nel loro specifico impegno. “Tutto nel segno di una partecipazione corale – spiega la ‘nostra’ Marina Vallarino, dell’Area Giovani Caritas – che è il valore più significativo di questa proposta: tanti gruppi giovanili diversi, tra cui spiccano sicuramente l’Azione Cattolica e l’Agesci, si sentono chiamati a fare esperienza comune della carità diocesana e allo stesso modo tante realtà di carità diverse, attive in Diocesi, sono coinvolte in un’unica, grande occasione di incontro con i giovani, nella quale mettere a disposizione luoghi, servizi, testimoni.” Dai vari punti di raccolta diffusi in varie parti della città i gruppi sono partiti per le singole esperienze, spesso suddividendosi al loro interno: “Il primo momento comune ci ha aiutato ad iniziare la giornata, pregando insieme e spiegando il senso del nostro ritrovarci. Si è trattato di un momento di avvio semplice e incisivo, in cui sentirsi parte di una comunità. Ogni sottogruppo, poi, ha raggiunto la propria destinazione e questo ha favorito lo scambio delle esperienze fatte e la possibilità di arricchire con più voci il proprio gruppo di appartenenza.”