Servizio Civile, Ci Sta!   Perché…

…ridimensiona le tue paure

Non credo tanto ai cambiamenti che sconvolgono la vita, alle imprevedibili inversioni di marcia e ai “basta da domani cambio tutto!”. Forse perché non ne sono capace. Se sono stata capace di fare delle scelte, queste le devo ad alcune fedeltà, che orientano un po’ la mia vita attuale. Scegliere tuttavia è anche confrontarsi con le proprie paure. La paura di sbagliare, di non essere all’altezza, di non poter tornare indietro, di soffrire… Quante volte ho desiderato che qualcun altro potesse percorrere al posto mio quel tratto di strada che si frappone tra un desiderio, un’intuizione, un’idea e la sua realizzazione! È stato così anche con il servizio civile. L’idea di fare domanda è maturata a poco a poco, come possibilità di fare qualcosa di bello per gli altri, desiderio che animava già il mio percorso come educatrice dei giovani in parrocchia. L’incontro quotidiano con le persone con cui svolgo servizio e con le loro storie ha permesso che via via cominciassero a cadere e a ridimensionarsi alcune delle paure che hanno accompagnato la mia scelta. Camilla

Servizio Civile 2016

…comprendi qualcosa di più

Ciò che in qualche modo ha cambiato la mia vita è stata la scelta degli studi universitari in un’altra città, iscrivendomi a qualcosa di completamente diverso rispetto alle superiori: scienze politiche ad indirizzo relazioni internazionali. Ed è da qui che è nata anche la decisione di vivere il Servizio Civile in Caritas. L’università, infatti, mi ha permesso di appassionarmi sempre più ai problemi delle migrazioni e la curiosità nel capire più da vicino ciò che sta accadendo mi ha portato a svolgere Servizio Civile in Caritas e presso l’Area Persone Straniere della Fondazione Auxilium. Poter lavorare in un centro di accoglienza, a contatto con persone richiedenti asilo, mi stimola ogni giorno a comprendere qualcosa di più di questo fenomeno, ad andare oltre ciò che ci viene detto dai media, sempre con la stessa curiosità che mi accompagna in questo viaggio cominciato sei mesi fa. Moira

Servizio Civile 2016

…è il momento giusto per un grande viaggio

Era un giorno come altri, uno di quei giorni che puoi definire “monotoni”’. Mi preparavo a fare le solite cose, come ad esempio mettermi due cuffie nelle orecchie per stare un po’ con me stessa. Mentre cambiavo canzone, ho riflettuto sugli attimi che stavo vivendo: non avevano uno sbocco, una semplice uscita che mi facesse vedere un briciolo di soddisfazione.

Sapevo da poco che erano appena iniziati i bandi per il Servizio Civile, ma li per li restai scettica: “Sarò adeguata a questo tipo di esperienza?” Poi però mi sono detta: “Se nella vita non ti butti non avrai mai delle soddisfazioni”.  Dopo un po’, è arrivata la notizia tanto attesa: “Francesca sei pronta per iniziare il tuo viaggio?”. Ho conosciuto molte persone da cui imparare, sono riuscita persino a far sparire in parte la timidezza. Io ci sto! E ci starei il più a lungo possibile in questo grande viaggio pieno di cambiamenti, gioie e crescita, un viaggio che consiglierei a tutti di fare. Francesca

Servizio Civile 2016

…non è un episodio

Non ho un unico episodio particolare da raccontare bensì ne ho molti. Sono tutti quei momenti nei quali vedo la felicità negli occhi dei ragazzi con cui “vivo”: sì, proprio la felicità dove pensi che non potrebbe mai essere.

La felicità per una buona notizia arrivata dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, la felicità per la vittoria della propria squadra, la felicità per un qualche merito dei miei compagni di servizio o mio, non importa. Ecco, il Servizio Civile per me non è “un solo episodio” e so che non resterà “solo un episodio” nel mio percorso. E’ l’esperienza di mille episodi e situazioni che diventano importanti per tutti noi giorno per giorno, che ci costruiscono, ci riempiono di gioia e riscaldano il cuore. Andrea

Servizio Civile 2016

…è fatto di piccole grandi cose

Una somma di piccole cose mi ha portato ad essere oggi al Monastero dei Santi Giacomo e Filippo di Auxilium, con le persone senza dimora: una voglia di cambiamento, il voler confrontarmi con uno dei disagi che vive la mia città, il voler far parte di una storia, la mia storia e la loro storia.

Ma forse più di tutto è stato l’incontro con Vasile, uno dei tanti ultimi che il mio parroco, Don Antonio, ha aiutato. Aveva mani forti, callose, quasi stritolavano le mie quando ci salutavamo. La sua vita, però, era quasi un ossimoro: alla forza delle sue mani, si contrapponeva una debolezza interiore, per lui, insormontabile. Per questo ho deciso che dovevo fare qualcosa, ma cosa? Alla fine, il progetto di Servizio Civile “Piazza Grande” della Caritas Diocesana di Genova mi ha dato la risposta. La possibilità di “stare” con loro, al loro fianco, per capire meglio. Il servizio civile ci sta perché è una somma di piccole, grandi cose. Emanuele

Servizio Civile 2016

…è importante aiutare le mamme meno fortunate di me

Avevo deciso di fare Servizio Civile una volta presa la maturità, ma non sapevo presso quale ente svolgerlo e in quale ambito. Facendo parte dell’Oratorio di San Filippo Neri ho avuto dei buoni consigli e alla fine ho scelto Caritas! Ma quale progetto scegliere? Questa scelta è stata facile dopo il 28 Gennaio 2015 quando è nato mio figlio.

Ho capito quanto sia importante avere delle persone al tuo fianco in questa esperienza meravigliosa che è l’essere mamma! Perché sì, è meraviglioso, ma anche faticoso e tremendamente difficile sapere che c’è una piccola grande vita che dipende completamente da te. E se sei sola, se il destino non è stato clemente con te nella vita, è ancora più difficile. Per questo ho scelto il progetto “Girotondo”, prestando servizio in Comunità Genitore Bambino/a “Il Cedro” di Auxilium, dove potevo aiutare, anche solo nelle faccende quotidiane, delle donne, delle mamme che sono state meno fortunate di me ma che hanno lo stesso mio diritto di vivere la maternità con gioia e serenità! Ylenia

Servizio Civile 2016

…ti cambia. Necessariamente

Il primo giorno di servizio civile sono entrata, insieme alle mie due compagne di avventura, da una porta verde di ingresso con accanto un cartello colorato: “La Palma e Il Mandorlo”. Mi sono chiesta se la vista paradisiaca che c’era fuori, con lo splendente mare genovese e il verde del giardino, poteva essere lo specchio della casa alloggio. Per un attimo mi sono sentita confusa. Non sapevo in realtà che cosa mi aspettava. Mi ero buttata in una scelta di crescita per la mia vita, per donare un pezzo del mio tempo, di quella che sono. Ma in che modo?

Entro. Chiediamo della responsabile della struttura che ci guida in un tour della casa. Arrivati al salone, dove la gran parte delle persone ospiti passano la loro giornata, stringo la mano a diverse di loro per le presentazioni. Ciò che avviene dopo, per me, è molto inaspettato. “Sei sicura di stare con noi? Siamo malati, carcerati… sei una bella ragazza e puoi stare altrove!”. Un muro che non mi ero nemmeno posta, ma che forse gli era stato posto da altri… e lo stavano presentando a me. Ero partita spavalda e non avevo pensato, fino a quel momento, alla gravità della loro situazione. 

Ma ci sono stata. Mi sono messa alla prova, nonostante l’ansia, la paura di apparire inadeguata, il non saper comportarmi con persone con vite così distanti dalla mia. Ci sono stata. Nel silenzio, nel gesto più umano di una stretta di mano, di uno sguardo, di una passeggiata sotto il sole, del gustarsi un caffè. Ci sono stata e ci siamo stati insieme. Abbiamo fatto il passo di entrata nella conoscenza dell’altro, quel passo che ti espone necessariamente al cambiamento. Quel gesto semplice, ma che banale non è. Il servizio civile per me è un’esperienza così. 

“Ci sto, perché ci sta”: ti fa crescere, ti fa camminare, compiendo quei passi verso l’altro che abbattono i muri e costruiscono ponti. Ci sta perché è un’esperienza di conoscenza delle realtà più nascoste, come la povertà, la violenza, l’abbandono. Ci sta perché ti forma a nuovi stili di vita che ti aiutano a vivere in modo più consapevole, partecipando delle vite altrui e organizzandoti in modo comunitario. Ci sta perché è un incontro con persone che hanno voglia di mettersi in gioco nelle relazioni. Lucia

Servizio Civile 2016

…basta poco per scambiarsi un po’ di umanità

Durante il mio percorso di servizio civile, uno dei momenti più significativi è stato la Vigilia di Pasqua. Stavo passando una borsa ad un signore che si trova ad essere persona senza dimora; in risposta lui mi rivolge gli auguri di buona Pasqua e mi dice: “Grazie per tutto quello che fate per noi. Siete delle persone speciali”. Saluta ed esce dal cancello. Non dimenticherò facilmente l’emozione che ho sentito. Sicuramente è difficile stare a contatto molte ore con persone che vivono questo tipo di disagio ma eventi di questo tipo ti danno una soddisfazione che ripaga ciò che stai facendo e nuove motivazioni per proseguire. Si pensa sempre a grandi cose ma basta veramente poco per regalare loro un po’ di umanità e ricevere inattesi momenti di felicità Simone

Servizio Civile 2016