Per i “campobasisti” – giovani di ieri e di oggi che partecipano alla vita del Campobase – San Massimiliano rappresenta l’occasione per confrontarsi con i valori di partenza, condividerli con ragazzi da tutta Italia, verificarli in un mondo che cambia vorticosamente.
Il tema al centro di quest’anno, pace e intelligenza artificiale, è stato quanto mai espressivo di questa esigenza: restare saldi nella scelta di servizio, nonviolenza, cittadinanza e pace ma capaci di leggere e intepretare il presente, la realtà virtuale, le nuove forme di comunicazione e relazione digitali, l’irrompere di quell’intelligenza delle macchine che propone incredibili sviluppi e forti problematiche, specie in un mondo attraversato da guerre sempre più grandi.
“Ci ha colpito vedere come tanti giovani si impegnino per domandarsi quale possa essere il loro posto nella vita e come agire insieme per il bene comune” dicono i ragazzi genovesi di ritorno da questo viaggio che, come sempre accade, ha restituito la sorpresa e la forza di toccare con mano un mondo davvero migliore e quel desiderio condiviso di spendersi per gli altri.
Un mondo per cui si è battuto ed è morto don Peppe Diana, ucciso dalla camorra mentre si apprestava a celebrare messa il 19 marzo 1994, 30 anni fa. Proprio nella parrocchia di don Peppe, a Casal di Principe (Caserta), hanno fatto tappa i giovani alla vigilia dell’incontro nazionale, l’11 Marzo.
“È stato davvero importante ascoltare le testimonianze del più caro amico di don Peppe, il sindaco di Casal di Principe Renato Natale, e del parroco che lo ha sostituito – commentano i ragazzi – ma soprattutto incontrare una popolazione che ha saputo creare reti e occasioni di incontro a partire da un uomo il cui esempio ha fruttificato ben oltre la sua tragica scomparsa.”
Forse ciò che resta di più della due giorni del Campobase in Campania sta proprio nell’incontro con questi luoghi, Casal di Principe e Scampia, con i testimoni e i profeti di quei territori così profondamente segnati dalle mafie ma anche così caparbiamente trasformati dall’impegno della loro gente.